Bernardo Bellotto dimostra un talento precoce nella pittura vedutistica,
che sa rendere fresca e gradevole. Nel 1738 è iscritto alla corporazione
dei pittori veneziani. Al seguito dello zio Antonio Canal, viaggia in
Veneto, a Roma, Firenze, Torino, per poi tornare a Venezia per breve tempo.
Nei paesi di lingua tedesca e in alcuni limitrofi, ancora oggi è
indicato come "Bernardo Bellotto genannt Canaletto", Bernardo
Bellotto detto Canaletto. Infatti nei primi tempi della propria emancipazione
professionale, maturata intorno al viaggio a Roma nel 1742, Bellotto si
appoggiò al più famoso nome dello zio. Le differenze caratteristiche
del più giovane sono una più esatta osservazione e resa
delle architetture, un trattamento più dinamico del cielo e dell'acqua,
e chiaroscuri più drammatici, oltre naturalmente a una quantità
assai più varia di luoghi ritratti. Il suo stile si arricchì
ulteriormente sotto l'influenza dei grandi paesisti olandesi seicenteschi.
Nel secondo suo soggiornò sassone virò, momentaneamente,
verso una sorta di verismo descrittivo, nel quale la realtà venne
riportata con una fedeltà fotografica. Nel 1747, a soli ventisei
anni, viene invitato dall'Elettore di Sassonia Augusto III a trasferirsi
a Dresda. Qui ottiene da subito fama e successo, anche a livello europeo
oltre che il ruolo di pittore di corte. Nel 1758 l'imperatrice Maria Teresa
d'Austria lo chiama a Vienna. Tre anni dopo è a Monaco di Baviera:
dopo cinque anni tornerà a Dresda, dove nel 1764 entrò a
far parte dell'Accademia. Ma il clima culturale diffusosi in quegli anni,
improntato al neoclassicismo invoglierà l'artista a trasferirsi
definitivamente a Varsavia, dove trascorrerà gli ultimi anni della
sua vita.
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