Proveniva da una famiglia povera, figlio di un macellaio.
Il soprannome "Bronzino" ("del colore del bronzo"),
dovuto forse al colore dei capelli, è attestato per la prima volta
nel 1529. Dopo un apprendistato presso Raffaellino del Garbo, verso il
1515 iniziò a lavorare nella bottega di Pontorno (1494-1556), che
influenzò la carriera pittorica del Bronzino.
Il Bronzino si collocò nella corrente pittorica manieristica.[1]
Tra il 1523 ed il 1525 collaborò con il maestro alle decorazioni
del chiostro della certosa del Galluzzo e poi a quelle della cappella
Capponi nella chiesa di Santa Felicita. Al 1529 risale la Pietà
con la Maddalena, mentre nel 1531 si trasferì a Pesaro dove lavorò
per la famiglia Della Rovere. Una nuova fase artistica il Bronzino la
evidenziò con la serie di ritratti eseguiti dal 1530 al 1545, come
l' Ugolino Martelli, e il Bartolomeo e Lucrezia Panciatichi, nei quali
la verosimiglianza delle figure, rafforzata dai chiaroscuri, convive con
un valore della forma metafisico. Nel 1539 fu chiamato alla corte di Cosimo
de' Medici, per il quale lavorò alla decorazione della cappella
di Eleonora di Toledo nel Palazzo Vecchio, oltre ad una serie di ritratti
commissionati anche dagli alleati come i Doria. In questo periodo eseguì
dipinti a sfondo sacro e profano e un notevole numero di cartoni per l'Arazzeria
medicea. Nel 1541 il Bronzino entrò nell'Accademia Fiorentina e
realizzò il Passaggio del Mar Rosso raggiungendo l'apice della
sua qualità artistica aggiungendo al manierismo una idealizzazione
plastica ispirata dagli esempi scultorei michelangioleschi. Nel 1548 si
recò a Roma e alla morte di Pontorno, avvenuta nel 1557, si occupò
di finire gli affreschi della chiesa di San Lorenzo. Venne nominato riformatore
dellAccademia delle Arti del Disegno nel 1563 ed in seguito venne
reintegrato dopo l'espulsione nell'Accademia Fiorentina. Morì il
23 novembre del 1572 nella casa dell'allievo Alessandro Allori e venne
sepolto nella chiesa di San Cristoforo degli Adimari.
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