Nato in una famiglia borghese nei pressi di Andelys, in Normandia,
lascia a 18 anni la dimora familiare in seguito alla disapprovazione dei
suoi genitori per la scelta della carriera di pittore. Seguono diversi
brevi soggiorni in atelier di pittori; egli non ha seguito corsi accademici
ed a questo proposito è considerato un artista autodidatta. In
seguito, si guadagna da vivere con qualche ordinazione; partecipa, in
particolare, con Philippe de Champaigne alla decorazione del Palais du
Luxembourg. Diventa celebre dal 1623 quando esegue sei tavole che raccontano
la vita di Ignazio di Loyola per i gesuiti. Successivamente, incontra
Marino, poeta alla corte dei Medici, che gli procura l'ingresso presso
ricche famiglie romane. Arriva in Italia nel 1624, sotto la protezione
del cardinale Barberini, ricco collezionista e mecenate. Poussin, che
conduceva una vita molto regolare divisa fra lavoro e svaghi, non ottiene
che piccoli ordini. Egli realizza per San Pietro a Roma, Il martirio di
Sant'Erasmo (1628-1629). Avido di conoscenze, Poussin studia l'ottica,
la geometria e la prospettiva. Gravemente malato, sposa la figlia di un
pasticcere francese insediato in Italia, e si ferma a Roma. Diviene veramente
celebre nel 1640, quando Luigi XIII e Richelieu gli chiedono di ritornare
in Francia per sovrintendere ai lavori del Louvre. Ma egli è esposto
a gelosie e non darà a Richelieu che qualche tavola, tra cui il
Trionfo della Verità. Nel 1642 ritorna a Roma, dove si applica
a numerose tavole mitologiche - Orfeo e Euridice, Orione cieco, I Pastori
dell'Arcadia e biblico, Le quattro stagioni - che gli assicurano una fama
europea. Il personaggio di Poussin è inserito nel romanzo "Le
Chef-d'uvre inconnu" di Honoré de Balzac
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