Dopo inizi vicini al Cubismo ed al Futurismo, il suo stile s'incentrò
su una tecnica raffigurativa accuratissima basata sul trompe l'oeil, alla
pari di Salvador Dalí e di Delvaux, ma senza il ricorso alla simbologia
di tipo paranoide del primo o di tipo erotico-anticheggiante del secondo.
In passato si è usato ridurre parte dell'opera magrittiana ad una
semplice interpretazione psicologica secondo la quale alcune delle sue
opere, quelle in cui i volti sono coperti da lenzuola, sono da collegare
direttamente allo shock avuto dal pittore a tredici anni, quando vide
recuperare il cadavere della madre suicida in un fiume, coperta appunto
da un panno attorno alla testa. Ma René Magritte, detto anche "le
saboteur tranquille" per la sua capacità di insinuare dubbi
sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina
il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il
Mistero in-definibile. Intenzione del suo lavoro è alludere al
Tutto come Mistero e non definirlo.
|