Infanzia e studi
Figlio di un orefice e orologiaio, Joan Miró cominciò a
disegnare dalletà di 8 anni. Su consiglio del padre, Miró
intraprese studi commerciali ma in parallelo frequentò lezioni
private di disegno; dal 1910 al 1911 lavorò come contabile, finché
un esaurimento nervoso non lo convinse a dedicarsi allarte a tempo
pieno. Fu il lungo periodo di convalescenza passato nella casa di famiglia
a Montroig del Camp a consolidare definitivamente la sua vocazione; lo
stesso Miró riconobbe in seguito in Montroig e Maiorca i due poli
della sua ispirazione. Tornato a Barcellona nel 1912, frequentò
lAccademia Galí fino al 1915, dopodiché passò
al Circolo Artistico di Sant Lluc. Furono questi gli anni in cui Miró
scoprì il fauvismo e in cui tenne la sua prima esposizione personale
alle Galeries Dalmau (1918).
Il periodo parigino
Attirato dalla comunità artistica che si riuniva a Montparnasse,
nel 1920 si stabilì a Parigi, dove conobbe Picasso e il circolo
dadaista di Tristan Tzara. Già in questo periodo, in cui disegnava
nellaccademia La Grande Chaumière, cominciò a delinearsi
il suo stile decisamente originale, influenzato inizialmente dai dadaisti
ma in seguito portato verso lastrazione per linflusso di poeti
e scrittori surrealisti. Nel 1926 collaborò con Max Ernst per la
scenografia di Romeo e Giulietta e realizzò il celebre Nudo. Lanno
successivo, dopo la morte del padre, Miró si trasferì alla
Cité des Fusains ed ebbe come vicini, oltre ad Ernst, anche Jean
Arp e Pierre Bonnard. Sempre a Parigi, nel 1928, la sua esposizione nella
galleria Georges Bernheim lo rese famoso.
La maturità surrealista
Il 12 ottobre 1929 Miró sposò Pilar Juncosa a Palma di Maiorca;
la coppia ebbe una unica figlia di nome María Dolores (nata il
17 luglio 1931 e morta nel dicembre 2004). Iniziò in questi anni
la sperimentazione artistica di Miró, che si cimentò con
le litografie, lacquaforte e la scultura, nonché con la pittura
su carta catramata e vetro. Con lo scoppio della guerra civile spagnola
(1936) tornò a Parigi, ma fece ritorno in Spagna al momento dellinvasione
nazista della Francia. Da questo momento visse stabilmente a Maiorca o
a Montroig. Miró fu uno dei più radicali teorici del surrealismo,
al punto che André Breton, fondatore di questa corrente artistica,
lo descrisse come il più surrealista di noi tutti.
Tornato nella casa di famiglia, Miró sviluppò uno stile
surrealista sempre più marcato; in numerosi scritti e interviste
espresse il suo disprezzo per la pittura convenzionale e il desiderio
di ucciderla, assassinarla o "stuprarla"
[1] per giungere a nuovi mezzi di espressione. La prima monografia su
Miró fu pubblicata da Shuzo Takiguchi nel 1940. Dopo la morte della
madre, avvenuta nel 1944, Miró iniziò a dedicarsi a lavori
sfuni di ceramica e a sculture di bronzo.
Gli anni della celebrità
Nel 1954 Miró vinse il premio per la grafica alla Biennale di Venezia
e nel 1958 il Premio Internazionale Guggenheim. In questi anni fece molti
viaggi ed esposizioni negli Stati Uniti. Fin dal 1956 si stabilì
definitivamente a Palma di Maiorca in una casa progettata e costruita
dal cognato, cui aggregò in seguito un laboratorio e uno studio
di pittura grazie allaiuto dellamico Josep Lluís Sert.
Al fine di preservare la proprietà così delineatasi, per
lui luogo creativo per eccellenza, Miró ne donò parte alla
cittadinanza, che nel 1981 vi allestì la Fundació Pilar
e Joan Miró. Già nel 1972, daltronde, Miró
aveva creato la Fundació Joan Miró a Barcellona. Nel 1978
si dedicò alla scenografia per uno spettacolo teatrale, nonché
alla scultura monumentale. Risale a questo periodo la sua celebre scultura
Dona i ocell (Donna e uccello), che si trova nel parco Joan Miró
a Barcellona.
Gli ultimi anni
Per i riconoscimenti in patria Miró dovette attendere gli anni
della vecchiaia e la caduta del franchismo: nel 1978 ricevette la Medalla
d'Or de la Generalitat de Catalunya; nel 1979 l'Università di Barcellona
gli conferì la laurea honoris causa (l'Università di Harvard
aveva già provveduto nel 1968); nel 1980 ricevette la medaglia
doro delle Belle Arti dal re di Spagna Juan Carlos; nel 1981 fu
premiato con la medaglia d'oro di Barcellona. In età avanzata Miró
accelerò il suo lavoro, creando ad esempio centinaia di ceramiche,
tra cui il Muro della Luna e il Muro del Sole presso l'edificio dell'UNESCO
a Parigi. Si dedicò pure a pitture su vetro per esposizione. Negli
ultimi anni di vita Miró concepì le sue idee più
radicali, interessandosi della scultura gassosa e della pittura quadridimensionale.
Joan Miró morì a Maiorca all'età di 90 anni e venne
sepolto a Barcellona, nel cimitero di Montjuïc.
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