Nato in Toscana da una famiglia ebraica - quarto figlio del livornese
Flaminio Modigliani e di sua moglie, francese di nascita, Eugénie
Garsin - crebbe nella povertà, dopo che l'impresa di mezzadria
in Sardegna del padre andò in bancarotta. Fu anche afflitto da
problemi di salute, dopo un attacco di febbre tifoidea, avuto all'età
di 14 anni, seguito dalla tubercolosi due anni dopo. La famiglia di Modigliani
soffriva di una storia di depressioni, che colpì anche lui, e almeno
alcuni dei suoi fratelli sembrarono aver ereditato la sua stessa vena
testarda e indipendente. Nel 1898 il fratello maggiore ventiseienne, Giuseppe
Emanuele, poi deputato del Partito Socialista Italiano venne condannato
a sei mesi di carcere. Di salute assai cagionevole (cadrà più
volte malato di polmonite, che infine si convertirà in tubercolosi),
Modì sin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno,
riempiendo pagine e pagine di schizzi e ritratti tra lo stupore dei parenti;
e, durante un violento attacco della malattia, sarebbe riuscito a strappare
alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo
Micheli, uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà
le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, il grande
Giovanni Fattori. Modigliani sarà così influenzato dal movimento
dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega
Autoritratto Nel 1902, Amedeo Modigliani si iscrisse alla Scuola libera
di Nudo di Firenze, e un anno dopo si spostò a Venezia, dove frequentò
l'Istituto per le Belle Arti di Venezia. È a Venezia che Amedeo
provò per la prima volta l'hashish e, piuttosto che studiare, iniziò
a passare il tempo frequentando i quartieri più infimi della città.
Nel 1906, Modigliani si sposta a Parigi, che all'epoca era il punto focale
dell'avant-garde, dove sarebbe diventato l'epitome dell'artista tragico,
creando una leggenda postuma, famosa quasi quanto quella di Vincent Van
Gogh. Sistematosi a Le Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati
di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato
dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne
cambiò le sue idee. Sicché Modigliani sviluppò un
suo stile unico, l'originalità di un genio creativo, che era contemporaneo
dei cubisti, ma non faceva parte di tale movimento. Modigliani è
famoso per il suo lavoro rapido: si dice completasse un ritratto in una
o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Eppure,
coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani
era come farsi spogliare l'anima.
Nel 1909, Modigliani fece ritorno alla sua città natale, Livorno,
malaticcio e logorato dal suo stile di vita dissoluto. Non restò
in Italia a lungo, e fece presto ritorno a Parigi, questa volta affittando
uno studio a Montparnasse. Egli si era inizialmente pensato come scultore
più che come pittore, e iniziò a scolpire seriamente dopo
che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d'arte, si interessò
al suo lavoro e lo introdusse a Constantin Brancusi. Questi appaiono antichi,
quasi egizi, piatti e che ricordano una maschera, con distintivi occhi
a mandorla, bocche increspate, nasi storti, e colli allungati. Anche se
una serie di sculture di Modigliani venne esposta al Salone d'autunno
del 1912, a causa delle polveri generate dalla scultura, la sua tubercolosi
peggiorava; abbandonò quindi la scultura prima della pietra e poi
anche del legno, e si concentrò unicamente sulla pittura. Tra i
suoi lavori si ricordano il ritratto del suo amico e forte bevitore Chaim
Soutine, e i ritratti di molti dei suoi contemporanei che frequentavano
Montparnasse, come Moise Kisling, Pablo Picasso, Diego Rivera, Juan Gris,
Max Jacob, Blaise Cendrars, e Jean Cocteau. Suo più grande e fedele
amico fu lo straordinario pittore Maurice Utrillo che visse gli stessi
problemi di alcolismo che caratterizzarono la vita di Amedeo.
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